Giovanni Ponti, detto Giò (Milano, 18 novembre 1891Milano, 16 settembre 1979), è stato un architetto, designer e saggista italiano, tra i maggiori del XX secolo.

E’ con Gio Ponti che scaturisce il “grande fiume” del design italiano.

Ideatore di oggetti di design che spesso, soprattutto a partire dagli anni Cinquanta, appaiono strettamente legati alla progettazione architettonica, in una ricerca di unità dove ogni elemento – dalle maniglie ai sanitari alle piastrelle – fino alle grandi ville costruite a Caracas (1956) o Teheran (1960) risponde a un’unica poetica.
Ne risulta da un lato la capacità senza uguali di Gio Ponti di passare da una scala progettuale all’altra raggiungendo, in ognuna di esse, risultati figurativi altissimi, dall’altro l’incredibile tensione creativa che porta l’architetto milanese a rinnovare continuamente il suo linguaggio.

Nel 1961 Ponti ha già 70 anni, è un progettista universalmente riconosciuto eppure non si richiude in una cifra stilistica sicura. Continua imperterrito, a sperimentare e a mettersi in discussione. Lo farà fino all’ultimo giorno della sua vita nella casa di via Dezza ove, ormai solo e quasi cieco, disegna grandi angeli su lastre di plexiglas da appoggiare alle finestre perché la luce li attraversi.

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Gio Ponti, Lampada a sospensione – lampadario, Fontana Arte s.p.a., 1932

 

Fonti:

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